Il comico che sfidò Hitler
Drammaturgia e regia
Mirko Bottega
Cast
Mirko Bottega
Musiche
Edoardo Fainello
Scenografie digitali
Alberto Grando
Davide Ostan
Luci
Davide Ostan
Foto di scena
Andrea Armellin
Durata: 90 min.
SHOAH COMICITÀ YIDDISH SOPRAVVIVENZAMonologo tragicomico ispirato a una storia vera (o quasi)
Mel è un ragazzino ebreo di Brooklyn con un grande sogno e un pessimo tempismo. Cresce tra la povertà, i sensi di colpa e una madre che sa sempre cosa è meglio per lui. Ma ha una dote speciale: fa ridere tutti. Sempre. Anche quando non dovrebbe.
Per lui l’umorismo è una strategia di sopravvivenza. E quando scoppia la guerra, quella dote lo seguirà fino in Europa. Si arruola quasi per sbaglio, e si ritrova catapultato nella follia della Seconda Guerra Mondiale.
Ma la lingua lunga– e un paio di scelte sbagliate – lo fanno finire in un campo di concentramento.
Lì, dove il mondo sembra finito, e dove tutte le arti sono ridotte in cenere, il teatro resiste. Tra baracche e filo spinato, prende vita una compagnia teatrale di prigionieri, costretti a recitare per gli assassini del loro popolo.
E Mel, il comico, si ritrova a far ridere i carnefici – e i compagni – mentre sfida la morte con una battuta.
“Ero cresciuto spiando gli spettacoli di Broadway dal buco di una serratura perché non potevo permettermi il biglietto. Il teatro mi ha salvato dai bulli di Brooklyn. Non sapevo che mi avrebbe salvato anche da Hitler in persona. Ma dopotutto lui non era così diverso da quei teppisti. Anche loro avevano dei baffetti improbabili e rubavano ad un povero ebreo i soldi per il pranzo. Solo che lui non veniva riportato a casa per un orecchio durante l’invasione della Polonia perché la cena era già pronta in tavola”
Un solo attore. Tanti personaggi. Un solo respiro.
Un monologo travolgente, tragicomico, dolceamaro e irresistibilmente yiddish.
Lo spettacolo attraversa infanzia, guerra e prigionia attraverso il filtro dell’umorismo e della memoria. Un viaggio tra la vita e il palco, dove ogni personaggio è una sfida, e ogni risata… un atto di libertà.
Perché piace al pubblico
Ridere per raccontare la tragedia
Il meccanismo drammaturgico
Le scenografie digitali
CAST
Mell
