Il re muore

Drammaturgia: Eugéne Ionesco

Traduzione, adattamento e regia: Edoardo Fainello

Durata: 75 min.

Spettacolo adatto a tutti

Filosofia Teatro dell'assurdo Humor nero

“Nulla sarà più come prima. Tutto resterà come prima”.

Re Bérenger, sovrano dell’Universo, ha 283 anni e una malattia incurabile ma non sa ancora che dovrà morire; viene colto alla sprovvista dalla Morte stessa e accompagnato ad essa dalla sua prima moglie. Le due regine, la dolce Marie e la saccente Marguerite, venute a conoscenza della sua malattia grazie al medico, chirurgo e batteriologo di corte discutono a lungo se sia il caso di rivelare la nefasta notizia al loro marito e sovrano. Alla fine la notizia viene rivelata a Bérenger che, incredulo, non vuole convincersi della sua imminente morte; il sovrano si crede ancora in possesso del potere sugli elementi della natura e sulle persone ma, inesorabilmente, scopre che la sua malattia non gli ha lasciato nessuna forza e, invano, ordina alla natura e agli uomini che nemmeno gli rispondono.
Il re ha terrore del nulla; durante lo spettacolo si sentono quasi le lancette scandire il countdown sopra un palcoscenico.
Nel capolavoro di Ionesco troviamo tutto lo spaesamento e l’affanno di un’umanità che deve fare i conti con la propria finitezza; c’è la spasmodica e tragicomica ricerca del senso della vita e l’amara eterna lotta contro la mortalità.
Bérenger è l’uomo, inteso come genere umano, che non riesce a governare gli eventi, il cui potere è nullo.
Perché non ci si vuole arrendere alla perdita di potere? Perché probabilmente si è piccoli, perché non si capiscono quali sono i veri valori. Infatti, solamente nel momento in cui il re si spoglia di tutti gli orpelli e di tutte le cose che lo frenano riesce a diventare veramente grande.
Un testo che mette al centro l’uomo, le sue debolezze e le sue intrinseche fragilità, nelle sue scene c’è una disperazione, si sentono il desiderio e la necessità di imparare a leggere la vita anche nei segni più piccoli e più semplici.
Il re capisce che la vita è fatta di piccoli segni che hanno un’importanza fondamentale all’interno dell’esistenza di una persona.
È l’idea che la vita continua e che quando il re se ne andrà lui vivrà in tutto quello che rimarrà al mondo, il mondo continuerà a vivere.
Nella parte finale c’è un cambiamento d’atmosfera dal divertente grottesco si viene catapultati nella tragedia. Però è la tragedia necessaria a poter passare a un altro livello di esistenza.
È cioè la necessità di distruggere per poter ricostruire in altro modo, per poter ricostruire un altro mondo.

TEAM DI PRODUZIONE

Adattamento e regia

Edoardo Fainello

Assistente alla regia

Federica Girardello

Musiche

Edoardo Fainello

Luci

Andrea Armellin

CAST

Re Bérenger I

Edoardo Fainello

La guardia

Silvio Pasqualetto

Marguerite

Francesca Zava

Marie

Marta Gasparini

Juliette

Federica Girardello

Il medico

Mirko Bottega

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