Perché il teatro fa bene ai bambini

Una migliore percezione di sé e dello spazio circostante, lo sviluppo dell’empatia e la capacità di riflettere sull’altro e sul mondo. Ecco perché è utile far frequentare il teatro, come spettatori e attori, ai bambini

Far frequentare un corso di teatro ai bambini accompagnarli a vedere gli spettacoli teatrali è molto importante per la loro crescita, oltre che divertente. L’arte teatrale stimola infatti la fantasia dei piccoli, ma li apre anche alla diversità, sviluppa la loro empatia e una migliore percezione del loro corpo nello spazio.

«Quando si parla di corsi o spettacoli di teatro per bambini, soprattutto quelli più piccoli, c’è una precisazione da fare: si tratta infatti di una sperimentazione di teatro pedagogico, con funzioni educative e socializzanti – spiega Paola Bassani, burattinaia e direttrice artistica del Teatro Laboratorio Mangiafuoco, una delle rare realtà in Italia che lavora con bambini molti piccoli, dei nidi e scuole d’infanzia –. In genere, sono format ad hoc, dove prevalgono la musica o i suoni e il movimento». Leggi anche: Come far amare l’opera lirica ai bambini

I benefici di un corso di teatro per i bambini

Non è mai troppo presto per iniziare un corso di teatro, ma in genere si inizia davvero in prima elementare. I benefici per i bambini tra i 6 e i 9 anni che decidono di intraprendere questo percorso sono molti: imparano a lavorare in gruppo e ad allenare la capacità di osservazione. In più, è un laboratorio ideale in cui esercitarsi a riconoscere le emozioni degli altri e anche le proprie, sviluppando l’empatia.

Se il teatro viene praticato in modo continuativo, poi, serve ai bambini anche per imparare a controllare il loro fisico nello spazio.

Quando crescono i vantaggi di un corso di teatro per i ragazzi sono tutti quelli descritti prima, con l’aggiunta di un’intensificazione del lavoro fisico, che contribuisce a una loro crescita armonica, e lo sviluppo dell’autostima.

Che tipo di spettacoli

Ovviamente, è bene portare i bambini, soprattutto quelli più piccoli, a degli spettacoli fatti apposta per loro. In genere, sono rappresentazioni molto brevi – durano 25-30 minuti al massimo – e la parte sonora è quella prevalente.

«Per i lattanti si propongono in genere spettacoli di immagine e movimento, in cui è molto presente la musica, mentre le parole sono poche. In più, si tratta di momenti più “intimi” rispetto agli spettacoli degli adulti, a cui partecipano massimo 30-40 bambini.

Sono opere che vanno alla radice dell’espressione: è un lavoro che va a togliere, non ad aggiungere. In genere, ne rimangono molto colpiti anche i genitori, perché sono spettacoli che emozionano nella loro semplicità». 

In generale, il consiglio per mamme e papà di bambini di ogni età è quello di far vedere loro più tipologie di rappresentazioni: «Dal teatro d’ombra al teatro d’attore, dal teatro danza al musical: più esperienze faranno e più ricco sarà il loro bagaglio formativo».

 

Articolo di Alice Dutto per nostrofiglio.it

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